Trasformare la ricostruzione in occasione d’arte. Un messaggio importantissimo per Cerreto Sannita e San Lorenzello, che hanno visto fiorire l’arte della ceramica antica proprio a seguito del terremoto che, nel 1688, distrusse la zona.

Non sono molti i manufatti ceramici cerretesi e laurentini risalenti al Quattrocento-Cinquecento conservati ancora oggi. Oltre i frammenti ritrovati fra i ruderi di Cerreto antica e conservati nel museo civico (alcuni dei quali datati al periodo medievale) c’erano alcuni manufatti ceramici della dispersa collezione di Salvatore Biondi che vennero datati da esperti al periodo rinascimentale. Durante i lavori di restauro della chiesa della Madonna del Carmine (2003) è stata trovata una piastrella rinascimentale che il dott. Luigi Di Cosmo ha così descritto “[…]la piastrella appare inquadrabile alla seconda metà del Quattrocento per la massiccia predominanza del blu “freddo” di tipica ispirazione iberica. I ceramisti locali furono influenzati dalle ceramiche iberiche che venivano importate per la committenza regia. Sono note, infatti, le importazioni di Azulejos valenzani, volute da Alfonso il Magnanimo per la costruzione di Castel Nuovo.” La piastrella, che si caratterizza per il motivo decorativo gotico-floreale (a “foglia accartocciata”), faceva parte molto probabilmente della pavimentazione di una sala di rappresentanza del castello medievale di Cerreto antica.

 

Una lavorazione che ha contraddistinto la zona da tempo immemore. Una testimonianza è la presenza di immaginette di Sant’Antonio Abate alle porte delle fornaci, facilmente soggette ad incendi.

La poesia parla delle fornaci come dei più famosi “tini” carducciani:

Orsù passiamo innanzi alle fornaci
e lor botteghe, ove si fan le crete
che sono d’ogni lode, in ver capaci.

Tant’è ver che se in Napoli volete
un cantar, verbigrazia, o un orinale,
come lo san far qua, nol troverete.

Poco d’ivi lontano (dalla Cattedrale)è la Faenza
cioè dove si fanno i vasi bianchi
e dipinti con somma diligenza;

voi vedreste lavor sì fini e franchi
che se fosser di creta di Savona
potriano star d’ogni lavoro ai fianchi

 

Oggi visitare una bottega locale è un salto nel tempo unico!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: